In occasione della Giornata Mondiale della Vista, Casa della Salute ha intervistato il Professor Carlo Enrico Traverso.

Professore, come funziona l’occhio?

La vista, uno dei cinque sensi, funziona analogamente a perfezionatissime telecamere digitali: seguendo questo parallelismo, la cornea e il cristallino rappresentano il sistema di messa a fuoco delle immagini, quindi l’obiettivo, mentre la retina funge da ricettore delle immagini video e svolge la stessa funzione del chip sensore della telecamera.

Una volta recepite, le immagini vengono trasmesse, tramite il nervo ottico, alla corteccia celebrale: questa funziona come un monitor per la rappresentazione delle immagini stesse.

Il nervo ottico è un “cavo di connessione” molto sofisticato: con un diametro di 1,2 mm, contiene sua volta  circa 1,2  milioni di “micro cavetti” individuali.

Professore, come si possono curare le patologie dell’occhio?

Lo sviluppo tecnologico e la ricerca scientifica hanno portato ad un significativo miglioramento della diagnostica, delle terapie e della chirurgia oculistica: per le malattie della cornea, è possibile oggi rimediare con diversi tipi di trapianto corneale; per le malattie del cristallino, come la cataratta, è possibile impiantare un cristallino sintetico che può correggere anche ipermetropia, miopia e astigmatismo ; le patologie della retina, come la retinopatia diabetica o la degenerazione maculare, e le malattie del nervo ottico, come il glaucoma, sono gestibili oggi in modo decisamente più efficace rispetto ad anni fa.

A proposito di chirurgia, che può dirci delle cosiddetta “chirurgia refrattiva”?

La chirurgia refrattiva riguarda la correzione dei difetti di messa a fuoco: versatile nelle modalità di esecuzione, si basa sovente sull’utilizzo di  laser specifici che modificano la curvatura della cornea, per migliorare la visione del paziente.

A seconda dell’età dei candidati, può essere indicato sostituire il cristallino naturale, analogamente a quanto si fa nell’intervento di cataratta, correggendo così difetti di messa a fuoco anche ragguardevoli. In pazienti adatti, è possibile seguire questa procedura anche per la presbiopia. È  comunque sempre necessaria notevole prudenza: nessun intervento può essere definito assolutamente privo di qualsiasi rischio.

La gente è consapevole di quanto la chirurgia oculare  può realizzare?

Spesso il pubblico non ha consapevolezza degli immensi perfezionamenti  ottenuti dalla ricerca scientifica e dal progresso tecnologico, perfezionamenti  che hanno permesso, talvolta in solo dieci o venti anni di sviluppo, partendo da un’idea in laboratorio, di offrire soluzioni che migliorano la qualità di vita a un grandissimo numero di persone.

Prima ha citato il glaucoma, un suo grande interesse.

Il glaucoma è una patologia del nervo ottico che è ancora oggi fra le prime tre cause di ipovisione, anche nei paesi sviluppati.  Purtroppo asintomatico nella stragrande maggioranza dei casi, di solito si accompagna ad una pressione del bulbo oculare maggiore di quanto esso stesso possa tollerare, causando un danno progressivo alle fibre del nervo ottico anche fino a provocare cecità.  

Si può curare?

Più che una cura abbiamo a disposizione metodi di gestione che se impiegati prima che sia troppo tardi stabilizzano efficacemente la situazione. La pressione oculare può essere trattata mediante colliri, applicazioni laser o interventi microchirurgici. Purtroppo questa malattia  è insidiosa e fino alla perdita più o meno parziale della vista, può essere asintomatica per il paziente.

Con l’aumento dell’età media della popolazione, il glaucoma è sempre meno raro: si raccomanda a chi ha familiari di primo grado con diagnosi certa di glaucoma  di effettuare, almeno a partire dai 45, anni visite specialistiche di controllo.

La ringraziamo, Professor Traverso.

Grazie a voi.

Il Professor Carlo Enrico Traverso è Direttore della Scuola di Specializzazione in Oftalmologia, Membro della Giunta di dipartimento al DiNOGMI (Dipartimento di Neuroscienze, Riabilitazione, Oftalmologia, Genetica e Scienze Materno-Infantili) e Direttore della Clinica Oculistica Universitaria del Policlinico Ospedale San Martino IRCCS di Genova.