Dottore, che cos’è la sindrome dell’occhio secco?

La sindrome dell’occhio secco è un disturbo della superficie oculare caratterizzato da ipolacrimia, ossia una scarsa quantità di lacrime, a volte associata ad un incremento dell’evaporazione delle gocce lacrimali e ad un’alterazione qualitativa e quantitativa delle componenti lacrimali.

Si tratta quindi una semplice secchezza?

Il film lacrimale è caratterizzato da un equilibrio interno complesso, molto al di sopra dello stigma comune per cui una lacrima è solo acqua e sale: definire questo risulta necessario, così da superare i molti pregiudizi sulla serietà della patologia.

La sindrome dell’occhio secco colpisce dal 20% al 25% della popolazione italiana, arrivando nelle donne in menopausa, o premenopausa, anche al 50 %: con questi numeri, sensibilizzare le persone è fondamentale.

I sintomi della sindrome dell’occhio secco

I sintomi della sindrome sono bruciore, sensazione di un corpo estraneo nell’occhio, iperemia e annebbiamenti visivi temporanei legati all’instabilità del film lacrimale: questi sono i compagni debilitanti di chi è affetto.

Dottore, quali sono i fattori scatenanti?

Le cause sono molteplici, ma schematizzabili in base al tipo di occhio secco.

Occhio secco primitivo

Nel cosiddetto occhio secco primitivo, ossia la tipologia normalmente relativa ad un caso isolato, si notano infiammazione delle palpebre e delle ghiandole annesse.

Occhio secco secondario

In un occhio secco secondario si registrano malattie sistemiche anche gravi come artriti reumatoidi, lupus, sclerodermia o sindrome di Sjogren, malattie per cui il trattamento deve essere rivolto all’intero organismo e gestito in collaborazione con altri specialisti.

Qual è l’approccio terapeutico standard?

L’approccio terapeutico è altamente soggettivo: le alterazioni delle componenti e della qualità della lacrima, l’eccessiva evaporazione o la scarsa produzione della goccia lacrimale, sono differenti da paziente a paziente, quindi è necessaria una valutazione dedicata. La terapia è ad personam, ma ci tengo a precisare che l’uso di sostituti lacrimali a varia densità è piuttosto frequente.

E per i pazienti con sindrome di tipo secondario?

In questi casi, particolarmente gravi, si agisce con terapie sistemiche dedicate, ovviamente concordate con gli specialisti con cui si collabora.

La ringraziamo, Dottor Koukas.

Grazie a voi.

Il Dott. Nikolas Alexandre Koukas è Medico Specialista in Oftalmologia e Socio A.I.M.O (Associazione Italiana Medici Oculisti). Il Dottore pone particolare interesse per patologie retiniche, superficie oculare e chirurgia refrattiva.